In viaggio con Planck

Prima tappa verso l'origine dell'Universo

 


 

Mentre il satellite Planck continua il suo viaggio nell'Universo a microonde, l'analisi delle prime due scansioni complete del cielo ha recentemente portato alla pubblicazione dei primi risultati scientifici della missione. Utilizzando le osservazioni effettuate tra il 13 Agosto 2009 e il 6 Giugno 2010, è stato compilato un catalogo di sorgenti compatte Galattiche ed extragalattiche (Early Release Compact Source Catalogue). E' il primo a tutto cielo a 9 diverse frequenze 30-857 GHz. Inoltre si è fatta luce su alcuni importanti meccanismi astrofisici nell'Universo vicino.  

Il gruppo di cosmologia osservativa dell'Università degli Studi di Milano, fortemente coinvolto nella missione Planck, è lieto di invitare professori e studenti alla conferenza che si terrà giovedì 31 Marzo 2011 alle h 15.00 (ingresso h 14.45) nell'aula A del Dipartimento di Fisica. Con l'aiuto del prof. Rod Davies (Jodrell Bank Observatory, UK) e del prof. Pasquale Mazzotta (Universita' di Roma "Tor Vergata") verranno illustrati i primi frutti di questo lavoro. 


Programma e registrazione degli interventi:


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Planck rileva il fondo cosmico a microonde, la prima luce dell'universo, e lo fa con prestazioni tali da ottenere l'immagine dell'universo quando aveva "appena" 380000 anni con una nitidezza mai raggiunta prima. Per ottenere questo risultato sono stati sviluppati due strumenti che coprono un intervallo di frequenze da 30 a 900 GHz con risoluzione angolare di 9' a 100 GHz e sensibilita' senza precedenti, circa una parte per milione. Quindici anni sono stati necessari per realizzare il satellite e i due strumenti basati su tecnologie complementari (bolometri e radiometri). Un complesso sistema criogenico, mai realizzato prima in una missione spaziale, raffredda i radiometri a 20K e i bolometri a 0.1K permettendo di raggiungere la sensibilità necessaria.

Nel suo primo anno di vita cosmica Planck ha osservato il cielo nelle microonde con una precisione e sensibilità mai raggiunte prima. Da questi dati un team ben assortito di scienziati di tutto il mondo ha estratto informazioni preziose sull'Universo vicino (la nostra Galassia, praticamente dietro casa) mostrando nitidamente i "bozzoli" da cui nascono le stelle, e quello lontanto fino a cogliere il "rumore" di galassie così lontane da non poter essere risolte singolarmente. Ma non mancano novità sugli oggetti più massicci come gli ammassi di galassie e sulla famigerata componente anomala dell'emissione diffusa della nostra Galassia.

During the search for structure in the early universe using the Cosmic Microwave Background, a mysterious Galactic emission was found – called the Anomalous Microwave Emission (AME). What was its origin? No known emission mechanism could explain it. Further observations showed that it occurred in dusty regions of the Galaxy. A theory was proposed that it was due to very small dust grains spinning at high frequencies; these grains would need to have a small but significant electric dipole moment. The wide spectral coverage of the Planck spacecraft provided the critical evidence that this was indeed the true explanation. Very small dust grains comprising 10 to 50 atoms and spinning at 10 to 30 billion times per second were shown to be responsible. These Planck observations of AME are contributing to our knowledge of interstellar dust and its environment as well as leading to a better picture of the Cosmic Microwave Background.

Essendo le strutture gravitazionalmente legate più grandi, gli Ammassi di Galassie vengono considerati i giganti dell'Universo. Gli Ammassi di Galassie non sono altro che l'evoluzione naturale delle piccole fluttuazioni di densità di materia all'origine delle fluttuazioni di temperatura nel Fondo Cosmico a Microonde. Poichè la loro formazione dipende sensibilmente dalla cosmologia che governa l'Universo, l'identificazione degli Ammassi di Galassie rappresenta un ulteriore strumento di indagine cosmologica. Grazie alla capacità di produrre mappe di altissima sensibilità in un'ampia gamma di frequenze, Planck è ideale per rivelare, per mezzo dell'effetto Sunyaev Zeldovich, i più massivi Ammassi di Galassie eventualmente presenti tra noi e la superficie di ultimo scattering. In questo modo Planck sta scoprendo numerosi giganti dell'Universo clamorosamente sfuggiti durante le varie ricerche effettuate in precedenza con altri strumenti osservativi. Numerose sono le novità nonché le sorprese.

 

Saranno messi in mostra alcuni componenti duplicati dello strumento Planck-LFI realizzati durante i test di verifica a terra. 

E' previsto un intervallo di mezz'ora tra il secondo ed il terzo intervento. La conferenza si concluderà alle h 18.00 circa. 


Diretta dell'evento in streaming

 


 

Sarà possibile seguire la conferenza in diretta via web, grazie alla collaborazione del CTU, alla pagina disponibile cliccando qui. (La registrazione dell'evento e' disponibile qui). 

Locandina

Poster

È possibile scaricare la locandina nei seguenti formati: